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S-O-K-O, I thought i was an alien.

C’è un modo differente per ciascun* alien* di avere vita nello spazio. Non è un modo spaziale. Non è un modo planetario. E’ una forma di esperimento, più o meno comprensibile ai corpi celesti alieni e più o meno effimero ai terrestri.

Ogni modo prende forma e densità, quando a cantarlo è SOKO. Quale la norma per amare. Quale la forma per giocare.  Quale la regola per danzare. Quale la scelta di solitudine. Quale il limite della propria volontà. Quale possibilità di guardare e chiedere.

“We met one day, where I thought i was an alien, I told you to get a costume and dance with me, like an alien” [I thought i was an alien].

La voce e le parole di SOKO sono colonna sonora di fugaci frammenti emozionali nel limbo reversibile del turbamento.

SOKO, francese, di origine polacca, attrice di professione e musicista di esordio per le nostre illogiche schegge aliene.

Il suo primo album, I thought i was an alien, è uscito a febbraio del corrente anno.Senza considerare il suo vero primo esordio nel 2007 con I’ll Kill Her, registrata nella sua camera e lanciato su You Tube. I thought i was an alien, invece, sono 15 tracce scelte tra le tante formate da lei. Chitarra acustica, lo-fi inevitabile, nenie, ballate e reminiscenze sussurrate.

“How are you? Isn’t it the hardest question to answer to when the only thing when the only thing you wanna say is BAD” [How Are You?].

Le mie preferite: I thought i was an alien, We Might Be Dead By Tomorrow, Treat Your Woman Right, Happy Hippie Birthday.

Che si sappia: all’ascolto di tale provata inquietudine, tormento o trepidazione, scegliere la preferita sarà difficile e smettere di schiacciare repeat per ogni brano sarà a dir poco arduo.

SOKO archivierà ogni vostro ricordo, anche quello più recente, nella memoria analogica del disordine degli errori manuali, terrestri o alieni, a voi la scelta.

In uno spazio terrestre dove non c’è spazio per gli errori o le illusioni  aliene, BuGiArNiNa consiglia una zona interspaziale, interplanetaria, G A L A k T I C A.  Dove puoi respirare anche la poesia aliena per la danza degli sbagli impulsivi accuratamente messi in arte: S-O-K-O.

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Test di verginità, Dania.

Il problema è lo spazio. Forse è il troppo poco dell’infinito cosmico, o forse è semplicemente il troppo per gente che non sa condividere. Forse siamo in tant* o semplicemente esistono tant* incapaci di rispetto.

Spesso, in molti luoghi della Terra contaminati dalla specie umana, lo spazio è considerato luogo privilegiato per l’esibizione di maschi, guerrieri in conquista di fama e di potere. Spesso, però, e sempre più spesso, lo spazio è luogo rivendicato e occupato da donne coraggiose, preoccupate di prendersi quel che è loro e per niente turbate di sfidare meccanismi di sopraffazione e di sopruso.

Ogni donna ha il suo spazio, fisico, mentale o immaginario. E’ quello spazio infinito occupato dalle nostre idee, dai nostri pensieri, dalle nostre azioni e dalla nostra resistenza.

BuGiArNiNa nel suo spazio vuole nominare quelle donne che del loro spazio fisico, mentale e immaginario ne fanno terreno di rivendicazione politica di esistenza femminile. Tutte quelle donne che la violenza l’affrontano nelle loro esistenze con la loro essenza.

Quindi, anche se in ritardo, do qui spazio a quelle donne egiziane arrestate negli scontri di piazza Tahrir in Egitto che, una volta in carcere, hanno dovuto subire il test di verginità per “evitare ai militari intervenuti eventuali accuse di aver stuprato le giovani arrestate”, questa la giustificazione del portavoce militare. Una di queste donne ha denunciato il medico esecutore. L’11 marzo 2012 la sentenza del tribunale militare assolve questo medico.

Lo spazio ora di BuGiArDiNa sarà occupato da una poesia di Dania: la risposta poetica a tale infima prosa.

Segue introduzione e traduzione della poesia di Maria G. Di Rienzo.

La seconda settimana di marzo, una giovane donna di nome Dania ha pubblicato sul proprio canale di YouTube un video in cui recita una poesia in arabo. Successivamente ha pubblicato un secondo video in cui la recita anche in inglese. La poesia è sua, ed è il suo gesto di solidarietà con le donne egiziane che sono state sottoposte ai “test di verginità”, l’anno scorso, dai soldati che le arrestavano durante le proteste di piazza. I due video sono “privati” (dovete chiedere il permesso all’autrice per vederli) ma il testo è stato fatto circolare liberamente. Ed è una delle cose più belle che io abbia letto da un po’ di tempo in qua. Maria G. Di Rienzo.

Test di verginità

Non sei riuscito a trovare la paura che cercavi nei miei occhi,

così mi hai aperto le gambe per vedere se la trovavi nella mia vagina.

Cosa hai visto là dentro?

Hai udito le urla di quelli che hai torturato?

Hai udito le anime di quelli che hai ucciso?

Hai visto la mia vagina guardarti dritto negli occhi e dirti di andare a farti fottere?

Hai visto il mio sogno di una vita migliore nel suo primo trimestre?

Hai visto quanto resistente è?

Hai visto il sole di un domani migliore splendere da essa?

Scommetto che non sei riuscito a guardare direttamente la sua luce raggiante!

Cos’hai visto là dentro?

Ti sei accorto che la mia vagina ha arricciato le sue labbra e ti ha sputato in faccia?

Spingendo attraverso i soffici tessuti il rilascio di fuoco.

Hai dato una sbirciatina a quello che ti accadrà in futuro?

Ti sei spaventato?

L’hai vista, la Signora Giustizia, là dentro?

Hai visto come il mio utero ha preso la forma di una bilancia della giustizia,

con la verità da una parte e l’equità dall’altra?

Ma davvero pensavi che mi stavi umiliando?

Violando?

Oh, quanto ti sbagli, mio patetico caro!

Non c’è nulla al mondo che io volessi di più del farti vedere la rabbia che c’è in me,

e non c’è posto migliore per vederla che giù nel profondo dove stavi guardando.

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KiLLer TiTs, cosmonaute con MaDeInWoMaN al LocoMotiv.

Il CosMic EveNt di maggio che invaderà il pianeta Bologna è sabato 5 maggio:  MaDe in WoMaN partirà alla seduzione di un nuovo spazio, LocoMotiv Club.  G A L A K T I C A 2012 è l’operazione FeMale ART: MaDe in WoMaN lancerà i suoi satelliti viola in tutto il territorio interplanetario bolognese fino a sedurre, contaminare e affascinare.

Per tale occasione spaziale le donne dal caschetto viola per capelli e l’elmetto giallo per cappello lanceranno i loro satelliti viola con altre cosmonaute di eccellenza. Le KiLLer TiTs, un gruppo di dj fantasiose capaci di soddisfare il gusto di tutt*, scateneranno oscillazioni elettroniche e passando per la breakbeat e  l’electrofunk agiteranno le vostre orecchie cosmiche!

Per questo nuovo pianeta le astronaute pronte al lancio viola saranno le due KiLLer MissLeViòl  e Lady Volkan ! Figlie della Tekno, cuncubine della breakbeat, amanti dei nuovi beat in tutte le salse. Le KiLLer TiTs sono un duo esplosivo. La loro è una grinta sincera che crede fermamente nella Forza Creatrice Femminile e da anni collaborano assieme alle migliori crew underground italiane ed estere, creando una rete fittissima di originali proposte, un nuovo stile, tutto al femminile, che decisamente farà parte del futuro musicale degli anni avvenire.

Caschetto viola, elmetto giallo, parole irresistibili, arte female e ritmo cosmico sono la navicella spaziale per l’avanscoperta del post cataclisma: MaDeInWoMaN è pronta al lancio! Traiettoria d’orbita terrestre LocoMotiv! La sensoriale movenza interplanetaria in territorio bolognese volta alla contaminazione di nuovi luoghi per compiacere il desiderio di piacere per le parole, di godimento per l’arte visiva e di appagamento per l’armonia sonora vi accompagnerà tutta la notte: i vostri sensi si lasceranno condurre da nuove vibrazioni  e il vostro corpo si agiterà a ritmo di atmosfere interstellari!

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SPAZIO M.i.W.// Galaktica 2012

 Il viaggio cosmico verso MADE IN WOMAN FESTIVAL continua e siamo pronte per la prossima tappa di autofinanziamento. Sabato 7 aprile lo Spazio Sì di via San Vitale è SPAZIO MIW!

L’invasione del nuovo pianeta parte alle 22 con l’incursione live di AMYCANBE, band stellare direttamente dai cieli ravennati. Contaminazioni performative ad opera di Valentina Medda, artista già’ affermata nel firmamento newyorchese ed europeo. A celebrare all-night-long la conquista galattica il djset boogie/rock’n’roll di AliceMalice (Radiocittadelcapo) e le perle 90s/ye ye/ Paris di Margarina dj. 

Contro l’alienazione pasquale…ENJOY OUR MOTHERSHIP NOW!

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GALAKTICA è esplorazione dello spazio alla ricerca di nuovi approdi. Pura deriva che non ammette timori, divagazione costante dal buco nero che inghiotte la Terra. Vogliamo la Luna, il Sole e l’altre Stelle e siamo già in viaggio: seguiteci e godrete lo spettacolo della Terra vista da altre lune… 

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SuNdAy pLaNeT

Le donne dal caschetto viola per capelli e l’elmetto giallo per cappello sono pronte per la loro seconda missione viola. Le donne dallo sguardo gelido si lanceranno nell’ antica movenza interplanetaria bolognese il 25 marzo 2012, questa volta a bordo dello “sPuTniK 2” e continueranno l’esplorazione GaLaKtiCa 2012 in uno dei pianeti più festosi e giocosi del territorio bolognese: BaR MiKi MaX, via Orfeo 24, Bologna .

Come è noto lo sPuTniK 2, il satellite lanciato dai Russi il 3 novembre del 1957,  sacrificò la cagnolina Kudrjavka, chiamata Laika, per scoprire l’effetto cosmico sugli esseri viventi. Come è noto le donne dal caschetto viola sono esploratrici cosmiche, e seppure hanno lo sguardo gelido non amano sacrificare nessun*, se non la noia per il brutto, quindi saranno loro a lanciarsi invitando chi le vuole seguire a una partenza sicura e ad un ritorno incerto:

Cosa avrà visto Kudrjavka da quel satellite? Non lo sapremo mai, ma a noi MaDeInWoMaN piace immaginare che la piccola cagnetta sacrificata alla scienza abbia trovato nuovi spazi e nuovi climi in cui giocare per abbandonare la catastrofe della noia solo a quegli esseri umani  privi di piacere al gioco.

E così MaDeInWoMaN e MiKiMax vi faranno giocare sullo sPuTniK 2: un sUnDaY pLaNeT  per un torneo intergalattico di Biliardo e Biliardino. Iniziate ad allenare i vostri arti, le vostre dita e le vostre membrane prive del concetto sportivo, per fare la barba al palo o mettere in buca con una sola stecca!

Sono aperte le iscrizioni: madeinwoman@grrlz.net e Osteria del Barattolo!

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La Ragazza dello Sputnik, Murakami Haruki

Detto in sintesi, Sumire era un’inguaribile romantica, testarda e cinica, completamente inesperta della vita e del mondo.

Detto in sintesi BuGiArNiNa è un’ inspiegabile curatrice, appassionata e illusa, perpetuamente attratta dai titoli dei libri. Ed è così che  BuGiArNiNa si è imbattuta ne La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki. In questo periodo di esplorazioni e di satelliti viola lanciati da Made In Woman, questa rubrica libresca non poteva ignorare chi si ispira a cronache spaziali per raccontare le proprie storie e i propri personaggi.

Il maestro, senza nome, è innamorato di Sumire, Sumire è innamorata di Myῡ. E Myῡ? E’ la ragazza dello Sputnik o del beatnik, (la confusione è di Myῡ), innamorata di Sumire, ma incapace di provare desiderio per lei.  Tutt* satelliti lanciati in un mondo senza grazia e umorismo.

BuGiArNiNa, invece, si innamora di Sumire: con le mani ficcate in tasca, i capelli studiatamente in disordine e un paio di occhiali dalla montatura nera di plastica come quelli di Dizzy Gillespie (anche se non aveva nessun problema di vista) guardava il cielo con un’espressione vacua. E vi innamorerete anche voi di lei, non capirete se per lei o per la scrittura con la quale viene raccontata o per l’inevitabile dipendenza del maestro (voce narrante) da lei. E d’altra parte come è noto, la terra non ruota faticosamente intorno al sole giusto per dispensare sorrisi e gioie all’umanità.

E come fa un maestro anonimo come lui, per altro senza nome, a  non innamorarsi  di una come Sumire? Più che amore o passione è il riconoscimento di una faticosa ineluttabilità della sua essenza per sapere di sè stessi, per riconoscersi e per osservarsi. Chiaro, come se i pianeti si fossero messi in fila premurosi, che lui è lei, lei è lui.

Diversa è Myῡ. Donna grande e matura, ricca e abituata al bello, ma priva di ogni desiderio e immaginario. Lei è semplicemente la ragazza dello Sputnik, come Laika, la cagnetta sacrificata alla ricerca, lanciata nello spazio, nel cosmo nero buio, e mai tornata. Cosa avrà visto Laika dall’oblò della navicella e cosa avrà vissuto  Myῡ, invece, dalla sua cabina della ruota panoramica? Cosa è accaduto ad entrambe?

Qual è la differenza tra simbolo e segno? E’ la domanda sulla quale Sumire si interroga e sulla quale alle tre di notte pretende risposta dal maestro. E in questa storia qual è la differenza tra simbolo e segno? In una trama che sembra un dramma esistenzialista, dove nessuno trova una via d’uscita e nessuno ha possibilità di scelta, qual è la differenza se è Sumire ad uscire di scena? Come avviene e cosa accade quando un pianeta, come Sumire, abbandona i sui satelliti, per caso o per volontà,  che fine farà l’attrazione gravitazionale? Corpi celesti destinati alla loro rotazione sincrona o corpi umani rivolti alla rotazione caotica, come Iperione per Saturno? Simbolo o segno?

Consiglio finale per la somministrazione: dal momento che la musica classica nel romanzo la fa da padrona (è tutto un citare Mozart , Bach o Beethoven), BuGiArNiNa, invece, consiglia The Asteroids Galaxy Tour, la dance per  orecchie più inesplose!

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Elena Ferrante, parole moleste, oscure e geniali.

Quale scrittrice migliore per combattere la noia del nostro utopistico posto fisso? Elena Ferrante e BuGiArNiNa non ne contempla altr*.
Ma chi è Elena Ferrante? Di lei si sa che è napoletana, ha vissuto per molto tempo all’estero e ha scritto romanzi come L’amore molesto, I Giorni dell’Abbandono, La figlia Oscura, L’amica Geniale. Lei non ha volto, ma solo parole, parole che ti avvelenano gradevolmente la mente. Le sue parole sono veleni benevoli, pericolosamente delicati che si impadroniscono del tuo pensiero, come un vizio tenace ti percuotono desiderandone ogni giorno di più fino a confondere piacere e dolore.
Il piacere di leggere storie di ordinaria femminilità, il piacere di scoprire che Delia, Olga, Leda e Lenù, le protagoniste dei quattro romanzi, confessano le proprie inquietudini e le proprie sicurezze con leale imperfezione. Elena Ferrante restituisce, attraverso la voce delle quattro donne, immaginari e desideri scomodi per una ordinaria vita femminile, verità sgradite ed imbarazzanti da attribuire ad una donna, magari madre, magari figlia e magari adolescente.
Il dolore, invece, di leggere la sottile linea viola che lega le quattro storie e di essere te stessa intrappolata nelle loro vite, capendone i loro abissi, le loro perturbazioni intime e gli squilibri irrazionali ma veri. La cupa solitudine di riconoscere nelle parole della Ferrante le tue cupidigie e le tue fantasie innominabile davanti alle aspettative della ipocrita cultura sociale in cui una donna vive.  L’abbandono intellettuale di nominare anche quelle concupiscenze moleste, oscure o geniali.
In L’Amore Molesto Delia figlia ricostruisce la misteriosa morte della madre, cercando di capire perché la madre l’aveva lasciata ancora bambina nel mondo a giocare da sola con le parole della menzogna, senza misura, senza verità.
Ne I Giorni dell’Abbandono Olga moglie reimpara il passo tranquillo di chi crede di sapere dove sta andando e perché dopo l’abbandono del marito, inoltrandosi nel  complicato schiumoso miscuglio della relazione in coppia.
Ne La Figlia Oscura Leda madre indaga il rapporto madre-figlia nel suo significato più profondo che comprende il rifiuto del legame materno anche per seguire onestamente le ambizioni di una donna non solo madre: lato oscuro di un ruolo troppo spesso affidato alle ragioni fantasiose della natura.
Ne L’Amica Geniale (avviso i/le pazienti che questo romanzo è il primo di una trilogia non ancora pubblicata) Lenù adolescente racconta con spudorato turbamento e godimento la propria storia, quella di un’estranea resa infelice dalla propria estraneità, ripercorrendo attraverso i ricordi della sua amicizia con Lila la propria infanzia e adolescenza.
Il piacere e il dolore di osare in impulsi viscerali, nominarli e abitarli.
Di Elena Ferrante, pseudonimo di una scrittrice di cui sappiamo poco o niente se non dai suoi romanzi e dal suo saggio, La Frantumaglia, nel quale racconta l’esperienza di scrittrice, sappiamo poco o nulla. Navigando qua e là sul web troverete tante congetture sulla sua vera identità. Credo che dare un volto all’autrice di tali romanzi non sia necessario. Trovo inutile la smaniosa rincorsa a mettere insieme indizi e fatti per risolvere quello che viene chiamato il mistero della Ferrante. Dopo avere letto almeno uno dei quattro romanzi prescritti, capirete che sarete soddisfatti dalla sola lettura di Elena Ferrante, la vostra mente sarà appagata dalla sua narrazione  e non vi chiederete più chi è colei che scrive. Vi basterà la linea viola: donne rivoluzionarie che rompono la tradizione delle loro madri, avanzano i loro desideri più reconditi, rompono con gli affetti più profondi e appagano le aspirazioni più nascoste, ma reali.
CATEGORIA LIBRESCA: L’infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all’imperfetto. (L’Amore Molesto)
INDICAZIONE TERAPEUTICA: Allora fu solo una tumultuosa sensazione di sconvenienza necessaria, una condizione in cui non si può girare lo sguardo dall’altra parte, non si può allontanare la mano senza riconoscere il proprio turbamento, senza dichiararlo proprio ritraendosi, senza quindi entrare in conflitto con l’imperturbata innocenza di chi ti sta turbando, senza esprimere proprio col rifiuto la violenta emozione che ti sconvolge […]. (L’Amica Geniale). Chi necessita di assumere sconvenienze convenienti per la propria monotonia, quella passionale.
DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: un romanzo a settimana della Ferrante aiuterà a somministrare tale quantità sproporzionata di corrente istintiva ed emotiva cautamente, per non subire la nostra autentica fragilità apaticamente, ma con normale, sensibile e orgogliosa umoralità.
CONSIGLIO UTILE: […] la musica ha sempre un buon effetto, scioglie i nodi dei nervi stretti intorno alle emozioni. (I Giorni dell’Abbandono). Credo che la discografia completa di Suzanne Vega possa bastarvi per l’intero ciclo di somministrazione.

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Betty&BooKs, Stralunada e Amycanbe

Dopo le Pornoterrosriste, dopo le Chicks on Speed per il decennale del Sexy Shock, il Betty&Books ci strabilia ancora con un’altra serata!

Quando? 5 gennaio 2012. Dove? Lokomotiv, Bologna.

Il Betty&Books non smette di sbigottire e questa volta lo fa con tutt’altra sorpresa, non sarà l’electro clash/pop/punk delle Chicks a fomentare le nostre frenesie recondite, ma il rock! Il rock Vamp di una delle musiciste italiane più sperimentatrici e innovatrici del cantautorato pop made in Italy, Nada. Nada nel 2009 ha collaborato con gli Zen Circus e il 5 gennaio sarà accompagnata dai Criminal Jokers, come dire, non proprio due gruppi del noiosissimo pop finto rock melodico italiano. Se questa non è sperimentazione.

BuGiArNiNa ignara di quel che sarà il concerto STRALUNADA le rimane immaginare. Immaginare la voce di Nada revival anni ’70 contaminata punk rock o il punk rock mondato dalla sua voce revival ’70?

Non so. Ai posteri e ai sapienti la critica, intanto BuGiArNiNa attende godendosi l’altra fantastica novità delle Betty: BETTY&BOOKS e-magazine-shop, un nuovo progetto dedicato all’immaginario sessuale femminile (ma non solo) e al piacere dell’arte. Per riprendersi il proprio tempo, luogo informale di socialità e molto altro.

E’ un nuovo magazine virtuale ricco di arte, cultura, musica, cucina e viaggi, quel background che raramente incontriamo sulle nostre vie commerciali, il tutto condito dal pink Activism sensuale e ostinato capace di dare look ai nostri desideri e stile ai nostri sensi …

E per finire, visto che MaDeInWoMan ha a cuore la musica e la cultura dei suoi pazienti e delle sue pazienti, BuGiArNiNa scrive questa lunga e doverosa premessa per consigliarvi la lettura e la conoscenza di loro, gli Amycanbe, checapirete proprio da loro, dalle Betty magazine …

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Dum Dum Girls, Only in Dreams

AVVERTENZE SPECIALI: Non essendo BuGiArNiNa una critica musicale, ma una umile curatrice, ossigenatrice dei multipli mali inflitti alle menti debilitate dall’ignavia moderna, operante con terapie a principio attivo creativo,  questa BuGiArDiNa non ha alcuna competenza recensionista, ma vuole essere usata solo a scopo officinale.

BuGiArNiNa per la sua prescrizione medica partirà da una comunicazione spiacente: il duo  DEE DEE e BRANDON, rispettivamente una leader delle DUM DUM GIRLS e l’altro dei CROCODILES, non le è piaciuto.

BuGiArNiNa, sabato sera al Covo di Bologna, mentre ascoltava echeggianti melodie dei due musicisti, si chiedeva tra sé e sé: “I due superbi che cosa aggiungono di originale al lavoro fino ad ora fatto individualmente?”. La risposta non l’ha trovata.

BuGiArNiNa ha continuato ad ascoltare i brani dei due susseguirsi nei diversi arrangiamenti, la differenza l’ha trovata solo nell’esecuzione in acustico e doppia voce corale, alla ricerca di una risposta. Nulla.

Non me ne voglia Brandon, ma quando Dee Dee ha intonato Coming Down BuGiArNiNa ha capito perché nulla di nuovo si aggiungeva. La voce di Dee Dee non era sola. Una mente o un’ anima momentaneamente inattiva alla recezione di stimoli sensoriali merita come cura la sola voce così genericamente intensa di Dee Dee. L’attacco di  Coming Down ha illuminato la risposta medicinale che BuGiArNiNa cercava, ma non solo. Ha capito che per un ciclo terapeutico completo e davvero valido, @l@ mal capitat@ degente dovrà ingerire l’intera scatola sonora al completo, ovvero tutte le componenti sonore delle DUM DUM GIRLS, con il loro ultimo album Only in Dreams.  Sempre durante l’esecuzione dei due leader, infatti BuGiArNiNa ha capito che quel che funziona veramente per Dee Dee è il progetto DUM DUM GIRLS. E’ l’intera messa in opera e la giusta combinazione tra voce, chitarre e batteria a rendere realizzabile melodie poetiche architettate da rock e ballate, o, altrimenti detto per i nostri animi assopiti, delicatezza e densità. All’ascolto di questo album, si consigliano Bedroom Eyes e Just a Creep (due per tutte). Le vostri menti e le vostre anime sensoriali riprenderanno vita dai piedi. Il movimento contagerà le gambe e a loro volta il bacino. Una volta arrivat@ al bacino siete di nuovo pront@ a recepire stimoli esterni emozionanti ed entusiasmanti. Forse siete guariti, almeno per un po’.

Indicazione Terapeutica:  A tutte quelle menti e anime intrappolate in una superflua austerità, convinte che la vita sia tutta qua, perse in una noiosa questione tecnicista sonora e distratte, però, all’armonia degli errori poetici.

CONTROINDICAZIONI: una possibile ed eccessiva dose di DUM DUM GIRLS potrà creare uno stato di eccedente allegria nostalgica.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: ingerire almeno tre brani alla volta durante tragitti in bicicletta o somministrare l’album durante una lettura romanzesca.

EFFETTI INDESIDERATI: una possibile massiccia cupidigia di piacere.

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KinG KonG GirL, Virginie Despentes

Questa volta per BuGiArNiNa la faccenda si complica. Questa BuGiArDiNa sarà assolutamente confusa, disorganica e agitata, si più del solito.

Questa è per tutte coloro che sono cadute in uno stato di calamità catatonica, incapaci di reagire a qualsiasi stimolo. La terapia è per coloro a cui vanno bene le cose come stanno. E’ per coloro che riescono in tutto, perché tutto è già perfetto così come loro vogliono, per coloro  che hanno il necessario per tirarsela, per chi è più vicina a Kate Moss che a King Kong e per quel genere di donna sempre poco in tutto, poco aggressiva, poco irsuta.  Per quelle più desiderabili che desiderose. E sì, la Despentes scrive per loro, e la terapia è per loro.

Comincio così per mettere subito le cose in chiaro: non mi scuso di niente, non intendo lamentarmi di niente. Non cambierei il mio posto con nessun altro, perché essere Virginie Despentes mi sembra una faccenda più interessante da portare avanti di qualsiasi altra.

BuGiArNiNa ha a che fare con KinG KonG GirL, Virginie Despentes. Sono così arrabbiata per non averla letta prima. Pungente. Così francamente aggressiva e graffiante. Violenta e così caustica. Forse a qualcuna sembrerà solo provocatoria, però.   E invece la KinG KonG della Despentes è una anarco-femminista, che non si è avvicinata al femminismo prima dei 20 anni perché non era abbastanza punk-rock!

Ma credo che molte femministe, in realtà, alla lettura di questo libro potrebbero essere pronte a bacchettare la nostra GirL. Ma se la Despentes preferisce KinG KonG a Kate Moss è perché KinG KonG è la metafora che precede la distinzione dei generi quale è stata imposta politicamente intorno alla fine del XIX sec. Né maschio, né femmina. Rappresenta la possibilità di una sessualità polimorfa e superpotente.

Sessualità polimorfa e superpotente. Anche io voglio essere una KinG KonG GirL.

CATEGORIA LIBRESCA: principio attivo di punk-rock applicato ad una rivoluzione: obiettivo il caos dell’era prima dei generi.

INDICAZIONE TERAPEUTICA: chi è stufa di indossare abiti scomodi, scarpe che intralciano il cammino, si fa spaccare il naso o gonfiare il seno, quante prove ancora di sottomissione ai diktat estetici dovremo affrontare per rendere il nostro corpo più femminile? Chi è arrabbiata con una società che ha educato le donne a non ferire quell’ uomo che le allarga le cosce di prepotenza, non ha educato le donne a difendersi perché la violenza non è il suo territorio e l’integrità fisica del corpo di un uomo è più importante di quella di una donna. Chi crede che la sessualità femminile non debba essere un atto di volontariato, chi crede che esercitare (in ambito legale adeguato) la prostituzione sia un mezzo, nella guerra economica fredda e impietosa di oggi, per arricchirsi e trarre profitto dalla sua stessa stigmatizzazione. Chi pensa che l’unica differenza tra le attrici nel porno e le attrici delle immagini mandate in TV siano solo le aberranti condizioni di lavoro in cui versano le prime. Chi desidera una rivoluzione, chi con coraggio e insubordinazione dice NO e non si tira indietro.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE:  BuGiArNiNa non prende responsabilità su quel che potrà accadere alla lettura della prima pagina. Consiglia il primo getto totale della scrittura Despentes nell’assunzione di una sola somministrazione. Il secondo getto a distanza di una settimana. E così via. Non interrompete la cura per circa quattro settimane. All’ultimo getto BuGiArNiNa consiglia una permanenza in un luogo isolato sui monti. Cercate la vostra KinG KonG GirL, placatela. Tornate in città e cercate le altre KinG KonG GirlS, sono vicine a voi ovunque, vi riconoscerete.  Fino a qua è quello che anche BuGiArNiNa ha potuto clinicamente testare su di sé. Gli studi sino ad ora condotti mi inducono a dire che a quel punto incomincia l’organizzazione, l’autorganizzazione. Le KinG KonG GirlS sono pronte. Sono punk, sono rock. Guardo dalla finestra è la Rivoluzione femminista PunK RocK!

CONSIGLIO UTILE: banale e forse prevedibile, BuGiArNiNa consiglia la somministrazione di questo rigurgito aggressivo con un sottofondo di Live Through This, Hole. Loro fanno sempre bene.

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