Catherine Opie, e una transfemminista e queer.

A BuGiArNiNa piace guardare una foto e non capire chi è il soggetto ritratto.

Io guardo e non capisco. Maschio femmina, giovane vecchi@, bambin@ anzian@, prima maschio e poi femmina o prima femmina e poi maschio, bell@ brutt@.

E’ bellissimo guardare e non capire, pensate quante persone lo fanno, anche se la maggior parte di queste lo fanno in modo del tutto inconsapevole e infatti pensano di capire, e su quel che pensano di capire poi giudicano.

A BuGiArNiNa piace guardare e non capire in modo consapevole. Quando questa voglia diventa inarrestabile e trascinante BuGiArNiNa incontra lei.  Catherine Opie.

Fotografa, artista con il germe della confusione da iniettare nelle menti più legate e incurvabili, Catherine Opie riesce a disinfestare con un solo scatto la volgarità delle costruzioni culturali dell’uomo e della donna.

Being and Having è il progetto della Opie assolutamente più funzionale alla nostra terapia della riabilitazione al pensiero  elastico.

Si tratta di una serie di ritratti di categorie o comunità di persone. Detta così appare veramente grossolano, ma quale altro modo migliore è possibile usare per decostruire stereotipi giudicanti se non utilizzare proprio quelle parole giudicanti. Comunità gay, comunità lesbiche, trans, comunità di surfisti, pescatori  o giocatori di football. La critica agli stereotipi avviene attraverso un unico protagonista della fotografia che racconta la storia della propria comunità o famiglia. Gente per lo più considerata l’elemento alterato della normalità che diventa protagonista autentica di una realtà corporea modificata geneticamente sotto le false spoglie della cultura e della natura.

Come molti di voi oramai avranno capito a BuGiArNiNa piace tutto quello che decostruisce i generi stereotipati,e, sicuramente, Catherine Opie  decostruisce i generi e non solo quelli. Lei restituisce genuinità e spontaneità ai suoi soggetti offrendo a chi guarda la possibilità di conoscere altre esistenze diverse dalla propria altrimenti oscurate.

Guardando i lavori della Opie BuGiArNiNa pensa, però, che  guardare e confrontarsi con corpi alterati  e rimanere in uno stato di confusione alterato può essere facile. Per alcuni, non per molti. Più difficile è lasciare poi che sia il pensiero a seguire la confusione alterata del senso visivo per darle  validità ed esistenza  efficace nella propria condotta quotidiana e nella gestione delle relazioni sociali, vera espressione finale di un pensiero elastico ragionato e riflettuto. In questo sistema alquanto complicato ancora più complesso è sperimentare la confusione alterata del senso visivo trasformata in un pensiero elastico e ragionato su di sé. Il personale sarà sempre più politico?

A questo punto, osando, sicuramente sbagliando e guardando i lavori della Opie, a BuGiArNiNa si manifesta l’immagine di Alessandro Zijno durante diverse manifestazioni de-generi.  Zijno si definiva una trans femminista e queer e parlava di sé al femminile. A questo punto capirete  facilmente che a MaDeInWoMaN  piaceva molto lei. Non solo perché partiva da sé per decostruire il pensiero rigido dei binari e dei dualismi, maschio femmina, ma perché attraverso Smaschieramenti di Atlantide, di cui faceva parte, molto a tutt@ noi ha dato per incontrare un pensiero elastico e ragionato, incidendo così anche con la sua sola esistenza trans femminista sul pensiero collettivo e individuale.

Peccato però che la Opie ancora non possa fotografare le menti alterate della normalità, che cosa potrebbe provocare alla vista e al pensiero quella di una femminista e queer come Zijno?!

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L’Arte della Gioia, Goliarda Sapienza

BuGiArNiNa non sa proprio come iniziare a raccontare di Lei. Geniale e spaventosa, arrogante e rivoluzionaria, spudorata e potente: Goliarda Sapienza.

L’Arte delle Gioia è il romanzo di Goliarda che ha completamente sottomesso BuGiArNiNa alle parole sulla storia di una donna siciliana, Modesta, e del suo universo assordante alla falsa morale dei costumi italiani.

Il fatto è che voi la leggete questa storia, e mi anticipate, mentre io la vivo, la vivo ancora.

Già dalla prefazione si può intuire il coraggio di Goliarda, un nome di per sé così  ingordo, che per questa storia si ridusse in povertà e andò persino in galera (Angelo Pellegrino). Iniziò a scriverlo nel 1967, lo finì nel 1976 e  venne pubblicato solo nel 1998 perché non si trovava un editore capace nel coraggio di darlo alle stampe.

L’Arte delle Gioia ripercorre la storia d’Italia a partire dal 1° gennaio del 1900, anno di nascita di Modesta, e attraversa due guerre mondiali, il fascismo e la ricostruzione di una repubblica già morta.   Modesta è un personaggio in crescita, sempre, in movimento, una  intelligenza capace di essere ingannatrice e perversa per raggiungere quel che è più giusto fare, ma abile a leggere la storia e la filosofia dei suoi tempi per non esserne succube e manipolata.  Ma attenta, perché l’intelligenza può far cadere nelle trame nere del peccato. Ma in questa storia il peccato non esiste, tutto è permesso se dettato dalla propria volontà e dal proprio desiderio.

Intorno a Modesta c’è una famiglia, non del proprio convenzionale, che aiuta il romanzo a  mettere sempre più in mostra la fiera fermezza del suo personaggio. Una famiglia non del tutto sanguigna, nel rispetto del suo anticonformismo, che lei ha costruito, guida e governa sfidando pregiudizi e perbenismi e difendendo sempre la propria indipendenza ed autonomia.

Il secolo breve è raccontato da loro, figli, amanti e parenti, mentre la critica feroce al Novecento è Modesta. E’ lei a raccoglierne il senso, a distribuirlo parola dopo parola, regalandone la comprensione ad ogni lettore e lettrice capace di godere delle verità e degli inganni del passato.

E state attenti perché di questo passo quando le donne si accorgeranno di come voi uomini di sinistra sorridete con sufficienza paternalistica ai loro discorsi […] quando si accorgeranno, la loro vendetta sarà tremenda.

Verità e inganni assorbiti da una donna, Modesta, che attraverso la sua irriverenza bramata riesce con la sua sola esistenza a sovrastare pregiudizi, fascismi, mafie e vari patriarcati, neri e rossi, laici e clericali,   mantenendo l’autodeterminazione del suo pensiero.

Ma, come diceva Jacopo, dalle chiese è meglio scappare dopo averne ammirati i capolavori.

Non c’è etica e non c’è morale in questo romanzo, ma solo la ricerca della gioia … con ogni mezzo.

Se la ricerca della gioia senza morale è uno degli obiettivi del vostro nuovo anno che è iniziato, BuGiArNiNa prescrive la terapia:

CATEGORIA LIBRESCA: principio attivo di complessità magnetica cerebrale.

INDICAZIONE TERAPEUTICA:  incapacità a leggere e capire la propria volontà per  inserirla e applicarla al contesto storico più vicino. Eccessiva morale dei  tempi italiani che induce i vostri animi, anche i più ribelli,  a reprimere i propri desideri.  Perdita di orientamento storico e perdita di fiducia in molti intellettuali e falsi intellettualismi contemporanei. Momentanea perdita di interpretazione femminile alle dinamiche storiche moderne.  Fatelo sognare con parole nuove, fategli credere che sarà padrone, e schiavo ti diventa senza saperlo. In ultimo, il libro è assolutamente consigliato a tutte quelle persone con seri problemi di morale e che per tale motivo non sanno assaporare la soddisfazione del proprio desiderio, momentaneo o permanente che sia.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE:  la presente BuGiArDiNa ha il dovere di avvertire i lettori e le lettrici della difficile gestione della lettura temporale di questo romanzo. BuGiArNiNa potrebbe darvi consiglio sulla dose, modo e tempo di somministrazione, ma sa, perché clinicamente testato, che il vostro desiderio di portare a termine questa storia vi farà passare vere notti insonni e pomeriggi ingordi di gioia.

CONSIGLIO UTILE: banale e forse prevedibile, BuGiArNiNa consiglia la somministrazione di questo romanzo con l’ascolto di Carmen Consoli o Ginevra di Marco. La presente BuGiArDiNa deve però segnalare che probabilmente non ci sarà bisogno di musica per questo romanzo, perché Goliarda usa l’italiano come un gioco sonoro meravigliosamente sinfonico.

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La donna che visse per un sogno, M.R. Cutrufelli.

Aspettando una rivoluzione silenziosa importata qua in Italia dall’Islanda, BuGiArNiNa si è consolata  leggendo  La donna che visse per un sogno, di Maria Rosa Cutrufelli. Che cosa hanno in comune la rivoluzione silenziosa e la pazza che scriveva: anche le donne nascono libere, alias Olympe de Gouges, la protagonista del romanzo in questione?

Il dirompente e dilagante coraggio a ribellarsi alle ingiustizie imposte da uomini assetati di potere, moscerini senz’anima e senza genio politico (Olympe de Gouges).

Vi assicuro che l’incontro è stato del tutto casuale, e infatti questa associazione è del tutto avventata, del tipo come trascorrere il proprio tempo durante un’estate senza denaro: leggere, leggere, leggere e fantasticare.

Leggere questo innamorante romanzo pensando all’Islanda è una combinazione al quanto audace e perturbante per le nostre viscere già arrabbiate con una casta italiana intoccabile. BuGiArNiNa promette che parlerà della rivoluzione silenziosa islandese prossimamente, ma ora Olympe de Gouges.

Il 3 novembre 2011 saranno duecento diciotto gli anni che ci separano dall’esecuzione di Olympe de Gouges, ma BuGiArNiNa non voleva aspettare quella infelice data per parlare di lei.

Lei, in molti (spero) ora mai la conosceranno. BuGiArNiNa vuole dare una breve descrizione della drammaturga francese ricordandovi solo alcuni titoli delle sue opere: l’Esclavage des Noirs ou l’heureux naufrage, una commedia contro la schiavitù, La France sauvée, ou le tyran détrôné, La Nécessité du divorce, Déclaration des droits de la femme et de la citoyenn. Forse è questo ultimo scritto ad averla resa degna di nota nei vostri ricordi universitari (a scuola raramente viene citata durante la lezione sulla Rivoluzione Francese).

Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso [le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione] di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna: questa è la La dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, 1791, un monito per ricordare ai signori del potere rivoluzionario che la famosa Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, del 1789, non contemplava però nella sua affermazione di diritti fondamentali di uguaglianza di tutti gli esseri umani la donna.

Quella stessa donna, però, è parte integrante proprio nella sua differenza sia nella cittadinanza attiva sia nell’agire politico: Sono una donna, non c’è dubbio, ma ho servito la patria come se fossi un uomo. Anzi, come se fossi un grande uomo. E’ questo che dichiarerà la de Gouges durante il suo processo prima di essere condannata a morte per avere dimenticato le virtù che convengono al suo sesso [rapporto sulla morte di Olympe de Gouges, La Feuille Du Salut Public].

Una drammaturga francese che con il coraggio delle parole avanzava riforme sociali, uguaglianza di diritti, abolizione della schiavitù, protezione e assistenza per i più deboli, la necessità del divorzio e, cosa più pericolosa di tutte, pretendeva di indicare il cammino giusto agli uomini di governo.

Se ancora molte di voi vedono retaggi rivoluzionari al femminile inconclusi  nel proprio presente, questa è la terapia:

COMPOSIZIONE: Il romanzo è la straordinaria ricostruzione storica, e non solo, della coraggiosa vita di Olympe de Gouges attraverso le parole e i pensieri di un coro femminile composto di donne che in qualche modo hanno sfiorato o sono state sfiorate dalle idee della drammaturga francese.  A partire dagli ultimi mesi di detenzione dell’autrice francese, M.R. Cutrufelli  ha raccontato la sua vita con una particolarità di dettagli incredibilmente precisi su tutto il periodo storico, attraverso l’ accurata attenzione per i documenti storici, biografie e autobiografie dei personaggi di una Parigi rivoluzionata ed ora Terrorrizzata:  giacobini, girondini, Roberspierre, federalisti e anarchisti, ma più di tutto la ghigliottina che incombe.

INDICAZIONE TERAPEUTICA:  malessere  politico, perdita di spirito attivo ed eccessiva modestia del proprio pensiero.  La modestia, questa cavezza imposta ai sogni delle donne.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: leggete, leggete, leggete e fantasticate. Annotate e analizzate le vostre fantasticherie e realizzatele esprimendole, esprimendole, esprimendole. Come dice Olympe de Gouges le parole sopravvivono al sangue che sporca anche le rivoluzioni, e come dice la Cutrufelli non è il sangue, sono le parole a spezzare la catena del destino e a introdurre la speranza nella Storia, e come aggiunge BuGiArNiNa a volte le rivoluzioni sono silenziose e gentili , e non lasciamole solo all’ Islanda.

CONSIGLIO UTILE: Accompagnare la somministrazione di questo coraggio impudente con l’ultimo album delle  Cansei de ser Sexy, La Liberacion.

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Is Suicide Genetic? Sarah Lucas.

BuGiArNiNa leggendo dell’ultima triste vicenda di lesbiche e di trans accaduta a Bologna, ha avuto l’irrefrenabile voglia di scaldare la sua collera ricorrendo all’arte antibiotica.

La vicenda in questione è la triste storia di sei tristi lesbiche che picchiano brutalmente in una triste sera d’estate in un triste locale bolognese una trans, per una triste gelosia, e non contente tristemente le lanciano appellativi quali “travone di merda”. Questa è la triste storia, ora lasciamola per un momento tristemente da parte.

BuGiArNiNa, infatti, in questa domenica afosa di agosto vuole scaldare anche la vostra collera consigliandovi un’artista antibiotica al quanto provocatoria quale Sarah Lucas. I più conosceranno già la sua arte sfrontata, polemica, come dicono i critici, ma io aggiungerei, sicuramente in modo inopportuno,  grottesca.

Classe ’62  Sarah Lucas arriva dalla Young British Art di vero spirito Brit Pop londinese. Dagli anni novanta in poi è stata un’escalation di ingegno artistico: una sfida sfrontata  ad una società bigotta e sessista a colpi di fotografia e sculture.

Polemica e sfrontata è la sua vena artistica perché riesce a collocare nella giusta critica visiva convenzioni sessuali, stereotipi sessisti e pregiudizi di genere. L’umile aggiunta del grottesco ai lavori della Lucas nasce dalla sensazione visiva collegata ad una sensazione celebrale di sincero disgusto per questa realtà ancora in guerra con le donne. La maggior parte delle opere della Lucas sono la metamorfosi di anni di repressione e assoggettamento delle donne a un ruolo di pin up o di bitch imposto da una cultura organizzata secondo un ordine gerarchizzato al maschile.

Two fried Eggs and a Kebab, Bitch, Au Natural, Woman in Tub, God s Dad, I Just Love Blokes, Nude o Chicken Knickers o ancora Self Portrait with Fried Eggs sono solo alcune delle opere più critiche dirette agli stereotipi sessuali e sessisti. Grottesco è vedere come queste opere sembrano la concretizzazione di anni di femminismo. L’arte ha realizzato il femminismo, la politica no.

Ancora più grottesco è vedere come anni di femminismo, di politica di genere e politiche della differenza, lotte contro omofobia e transfobia non abbiano decostruito stereotipi sessuali persino in quelle persone che degli stereotipi sono vittime.

E qui ritorno alla triste vicenda. Ciò che è accaduto e che probabilmente, in forma meno aggressiva avviene quotidianamente a molt* di noi, è la vittoria di quella cultura organizzata secondo un ordine gerarchizzato al maschile, omofoba e razzista delle differenze.

Care mie tristi lesbiche, avete letto bene, gerarchizzato al maschile, ma voi non contate in questa gerarchia, e non perché non siete uomini o siete donne, ma perché siete lesbiche … gay, trans… Nonostante questa triste violenza contro una trans, non acquisterete la patente per esistere in questa nostra società etero dominante. Avete sbagliato nemico.

Cosa c’entra Sarah Lucas con queste tristi lesbiche? Anche queste tristi lesbiche animano quel mio sincero disgusto  per questa realtà, ancora in guerra con le donne,e non solo, che Lucas uccide nell’opera.

BuGiArNiNa, a questo punto, deve fare una precisazione prima di attirare a sé l’ira funesta di chi pensa che faccio di tutta un’erba un fascio. BuGiArNiNa è vaccinata dal qualunquismo in genere. Per fortuna la tristezza di queste sei lesbiche non è una questione di genere, ma riguarda tutte quelle persone sopraffatte da una propensione primitiva alla violenza sessista agita da una forte passione per l’ignoranza.  Molt* ne sono colpit*.  A voi la terapia:

Indicazione terapeutica:

–          Asfissia a questa triste e dilagante nevrosi fobica per le differenze di genere.

–          Sintomi da nevrosi fobica per le differenze di genere.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: quando la situazione è grave e la confusione regna imponente sulle nostri menti atrofizzate dalla miseria e dalla violenza sessista contro i generi, assumere le opere di Sarah Lucas in modo bulimico con la vista e con il tatto. Accompagnare la somministrazione sempre con il pensiero, possibilmente recettivo agli stimoli dati e alla riflessione avverabile.

Consiglio utile:  una rivoluzione di genere che perturbi l’ordine gerarchico dato dei sessi richiede tempo, ma soprattutto tanta capacità di elaborare ogni singolo gesto, ogni singola parola sessista e machista che abbiamo appreso e interiorizzato da questa nostra cultura. Tutt* ne siamo vittime, l’importante è non esserne complici: l’arte antibiotica, la letteratura vaccinica e un’attenta e capillare attenzione all’altr* diverso da noi ci aiuterà a superare tale impoverimento di ragione.

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CocoRosie, ostinatamente neurotoniche.

Per le vostri menti e i vostri corpi atrofizzati, spenti o indeboliti, BuGiArNiNa consiglia una terapia neurotonica: CocoRosie, possibilmente da assumere in concerto. Queste esecutrice della massima espressione di genio tellurico musicale agiranno sul vostro sistema cerebrale ostinatamente.

Il vostro sistema nervoso, centrale e periferico, subirà una eccitante scossa acustica provocata da ogni singola nota prodotta e da ogni esecuzione agita, che sia essa violenta o dolce. Non riconoscerete più il genere musicale prodotto da queste pirate del sound: elettronica, hip hop, lirica, folk e break-beat si mischieranno in un connubio eclatante, detonante e scandaloso.

Che le CocoRosie avessero della genialità nelle loro menti  musicali, BuGiArNiNa lo sapeva. Sin dal primo ascolto di La Maison de Mon Reve, nel lontano 2004, si era capito che queste pioniere dell’ armonia asimmetrica  avevano molto da donare.

Che le CocoRosie avessero della genialità nelle loro menti  musicali, bah, questo BuGiArNiNa lo ha assimilato completamente solo ascoltando il loro secondo album, Noah’s Ark, nel non troppo lontano 2005. La versione di Beautiful Boyz con Anthony è qualcosa che nessuno può permettersi di non ascoltare.

Che le CocoRosie fossero due genie del male, BuGiArNiNa lo ha percepito alla somministrazione del loro terzo album, The Adventures Of Ghosthorse And Stillborn, nel non troppo vicino 2007. In questo album nulla  è nuovo, nessuna nota è già sentita o conosciuta o ripetuta. Come una bambina davanti al nuovo giocattolo si perde esperienza di realtà e noia!

Che le CocoRosie fossero due genie del male, bah,  BuGiArNiNa lo ha assimilato fino in fondo solo alla somministrazione del loro quarto album Grey Oceans dell’ormai vicino 2010. In questo album quando  arriverete all’ascolto di Lemonade, la vostra dipendenza all’arte delle CocoRosie sarà ormai ufficiale e troppo tardi sarà un ritorno alla normalità.

Venerdì 22 luglio a Ferrara il corpo di BuGiArNiNa, e quello di molti altri fortunati, vibrava per il suono, per la musica, per l’dis-armonia sonora intorno a lei. BuGiArNiNa vibrava ancora di più al pensiero che quel turbamento fisico e sensoriale era prodotto da Bianca e Sierra Casady, accompagnate da Gael Rakotondrabe, fortunatamente un altro dissennato musicista del piano, e la beat boxer più cosmica che abbia mai sentito.

Il concerto è stato il tripudio dell’arte musicale … e di visual. La chimerica esibizione era accompagnata da video … strani video di bambole e immagini reali o irreali, la dimensione concreta è difficile individuarla. Purtroppo il valore visivo perdeva davanti a tale spettacolo uditivo. Spettacolo uditivo che, i molti pazienti curiosi potranno sperimentare, andava  prima ad intaccare  il più interno dell’ organismo, poi le articolazioni, i tendini e i muscoli, mentre il sistema nervoso cercava di ricevere, riconoscere e trasmettere tutti gli stimoli provenienti dall’esterno e ricollocarli in ordine, ma chi l’ha vinta in queste situazioni è sempre il cuore, che iniziava a pompare sangue a ritmo CocoRosie.

Ballerete con la vista, danzerete con l’olfatto, canterete con il gusto, vi agiterete con il tatto e vi turberete con l’udito. Ogni vostro senso sarà coinvolto e concentrato lì, in the magical boyish mood of CooRosie.

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Nel Paese delle Donne, Gioconda Belli

CATEGORIA LIBRESCA
Principio attivo di ribellione indomabile selettiva femminista.

COMPOSIZIONE
El Pais de Las Mujeres è la geniale storia di cinque donne che consegnano a Faguas (America Latina), paese rovinato dalla corruzione, dal degrado morale e dal mal governo secolare degli uomini, la sua rinascita. Il Partito della Sinistra Erotica, formato e guidato solo da donne, ma votato anche dagli uomini, prende il potere del piccolo paese immaginario e lo trasforma in una nuova grande società civile che estirperà corruzione, povertà, violenza dilagante e il sistema di sfruttamento più antico, quello delle donne. Invece di cercare di dimostrare che siamo tanto ‘uomini’ come qualunque maschio e pertanto capaci di governare, dovremmo enfatizzare le caratteristiche femminili, quelle che normalmente le donne che aspirano al potere nascondono come fossero difetti: sensibilità, emotività. Abbandonate quelle ideologie usate e usufruite dagli uomini per governare male, il partito delle erotiche, simbolicamente rappresentato da un piede femminile con le unghie dipinte di rosso, sarà guidato dall’ideologia del felicismo, cioè il tentativo di rendere tutti felici e di vivere tutti degnamente, avendo illimitata libertà per sviluppare il nostro potenziale umano e nostra creatività; senza che lo stato possa condizionare il nostro diritto di pensare, esprimere e criticare ciò che riteniamo opportuno. Inutile dire che il nuovo governo rivoluzionerà tutto quel mondo del lavoro e non che non è pronto ad accoglierci, perché è stato pensato per gli uomini che hanno una moglie a casa. E lo rivoluzionerà fino al punto che il governo sarà costretto temporaneamente, a causa della sedimentata inclinazione maschile al comando sulle donne, a escludere gli uomini dalla sua amministrazione, poiché è necessario che una nuova etica femminile fondata sull’attenzione e sulla solidarietà possa prosperare in un paese tradizionalmente dominato dal maschilismo. Ogni pagina del libro racconta di un sogno o di un’utopia, ma sicuramente di un tentativo che, credo, possa valere la pena di sperimentare.
BuGiArNiNa si è prolungata molto sulla ‘composizione’ e per questo se ne scusa, ma è difficile non farlo quando, dopo anni di volantini e manifestazioni di politica con le donne, poco vedi cambiato nella gerarchizzazione dei sessi; ma poi leggi parole che sono anche tue da sempre, scritte però da Gioconda Belli: BuGiArNiNa si sente meno sola e meno matta. BuGiArNiNa inizia a pensare “donne riprendiamoci da dove ci siamo lasciate distrarre … la ginocrazia è ancora possibile”.

INDICAZIONE TERAPEUTICA
La somministrazione di questo principio richiede una distinzione tra donne e uomini.
Per le pazienti donne: manifestazioni di stress per la vita politica odierna, cali di ottimismo sulla propria militanza femminista. Continui pensieri scettici e scoraggianti assillano la vostra mente femminile e inducono la vostra ragione in continui stati confusionali di agitazione antimachismo. Costante percezione di un sistema politico, sociale e culturale sessista, razzista e corrotto. Desiderio anomalo, sfrenato e dissoluto di sovvertire, cambiare e rivoluzionare una realtà che sfida costantemente l’immaginazione. La notizia […] era frequente come quella di un furto o una truffa ai danni dello stato perpetrata da pubblici funzionari che invece di essere licenziati venivano trasferiti in un altro ufficio.
Per i pazienti uomini: ragione avvezza ad ogni forma di sessismo, più o meno nascosto. Consigliato anche per quegli uomini che pensano di esserne immuni. Ricordo che il sessismo, anche più lieve, è duro a morire. Se ne consiglia la somministrazione sin dalla più tenera età.

PRECAUZIONI PER L’USO
Nel Paese delle Donne deve essere somministrato ogni qual volta la/il paziente rimane sprovvisto di adrenalina reagente alle più dolorose notizie riguardanti il gentil sesso. Per le pazienti donne: accompagnare la somministrazione con frequenti incursione nei movimenti femministi con vivace curiosità a scoprire che la solidarietà femminile si può imparare, gli stereotipi di genere si possono decostruire e il sessismo demolire. Per i pazienti uomini: accompagnare la somministrazione con molta attenzione e con ripetute sperimentazioni nella propria leggera vita quotidiana delle linee guida del nuovo governo di Faguas. Mettete da parte vergogna e machismo e potrete iniziare a non considerare più le attività domestiche come dannose per la vostra reputazione o minaccia alla vostra virilità.

ISTRUZIONI NECESSARIE E CONSUETE PER UNA CORRETTA UTILIZZAZIONE
Per le pazienti donne: dopo una prima somministrazione distratta, annotare, nella fase della seconda somministrazione, tutte quelle frasi che la nostra mente percepisce come incredibili e inverosimile. Durante la terza somministrazione prendere in esame solo quelle frasi scelte. Somministratele nei momenti di maggiore degrado politico che il vostro paese pensate abbia raggiunto. Ora annotate le vostre nuove considerazioni e siate sempre pronte a cercare nuovi lidi matriarcali da realizzare.
Per i pazienti uomini: ribadisco la necessità di una cauta somministrazione, di una lenta riflessione dopo la somministrazione di ogni capitolo annotando da parte considerazioni che iniziano con “ma se fosse così, io …”. Rileggete le vostre parole e pensate al vostro genere nella storia e nei fatti. La meditazione porterà buoni consigli.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE
Fagocitare l’intera novella velocemente più volte al mese.

SOVRADOSAGGIO
L’assunzione eccessiva e smodata di El Pais de Las Mujeres produrrà una irresistibile iperattività politica per destabilizzare qualsiasi ordine prestabilito dalla società civile maschile. Per le pazienti donne: dare ordine alla propria iperattività di ribellione per escogitare strategie femminili e femministe davvero utili. Per i pazienti uomini: non sono stati ancora riscontrati casi di ingestione sproporzionata. Al contrario pare che in molti facciano fatica ad andare oltre p.145 (Editoriale del New York Times, Una nuova sfida per il governo femminista di Faguas), perché la maggior parte degli uomini si intrattiene a ragionare sul proprio sé maschile, e, questo è risaputo, agli uomini, poco abituati per attitudine a riflettere sul proprio genere, richiede molto tempo.

EFFETTI INDESIDERATI
Non sono stati riscontrati effetti indesiderati per le pazienti donne. Al contrario solo effetti graditi e attesi da secoli. Esempio: liberarsi di un giudice ormai interiorizzato, ovvero un ometto insignificante con il dito sempre puntato e la faccia da padre, prete, zio o fratello, che si erge come una statua solenne e austera nel bel mezzo degli ombrosi parchi del pensiero femminile, a ricordare alla donne che sono figlie di Eva, cioè peccatrici o figlie di buona donna, cioè puttane, o figlie della Barbie, cioè idiote, o figlie della Vergine Maria, cioè brave bambine […].
Per i pazienti uomini: E’ sempre la stessa storia […], quando gli uomini non capiscono cosa facciamo ci accusano di essere streghe o puttane. Questo sarà un effetto indesiderato nei soggetti con maggiore resistenza all’autoironia e al cambiamento, anche solo immaginario.

CONSIGLIO UTILE
Accompagnare la sovversione dell’ordine sociale di genere con un qualsiasi disco di Miriam Makeba.

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La fabbricante di vedove, Maria Fagyas

CATEGORIA LIBRESCO   Principio attivo di ipertensione cinica muliebre, incline alle rivoluzioni femminili e femminee.

 COMPOSIZIONE   The windowmaker, titolo originale di questo vecchio libro, si ispira a un procedimento penale portato avanti negli anni venti nel Tiszazug (Ungheria), contro alcune donne  che avvelenarono i loro mariti o altri parenti di sesso maschile. In questa storia raccontata da Maria Fagyas la protagonista è Amalia Kovach: il dio delle donne di Ladnay era una paffuta femmina, una specie di Pallade Atene magiara, metà ninfomane, metà lesbica, metà castratrice di uomini e liberatrice di donne, con un contraccettivo in una mano e una fiala di arsenico nell’altra. Amalia Kovach, la levatrice del paese, è colei che aiuterà le vedove a godere del loro ozio e della loro libertà. Sarà il giovane tenente Mikay ad indagare su questo ozio e libertà al femminile a discapito della strage di uomini che, tornati in Ungheria dalle loro famiglie dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, non troveranno proprio  un dolce e romantico rimpatrio. Proprio quando la complessa vicenda sembra svelarsi, sarà sempre la vecchia magiara con un colpo di scena inaspettato a proteggere le sue vedove e i loro segreti. Ma che patria è quella prende un uomo giovane e sano e lo rispedisce al fronte come una bestia e poi lo rimanda indietro come un pezzo di roba inutile che non può più lavorare […] E si aspetta che sua moglie si occupi di lui per il resto dei suoi giorni. E se non lo fa o lo pianta, allora è una puttana e non merita neanche che le si sputi addosso. Adesso mi impiccheranno, ma non me ne importa. Meglio che essere infermiera o cavallo da lavoro e cane da ciechi per tutto il resto dei miei giorni.

 INDICAZIONE TERAPEUTICA  Manifestazioni di stanchezza e rabbia nei confronti di una condizione femminile, singola o collettiva, non ancora emancipata, o ancora peggio, non liberata. […] Ma la verità è che loro [uomini] non sanno maneggiare il denaro. Lo spendono in vino e grappa e lasciano morire di fame la famiglia. Ecco cosa le donne non vogliono più. Lavorare come bestie e venire picchiate e usate da un marito che è sempre ubriaco. Tutte le forme di edemi sanguigni e ovarici nei confronti di vicende sessiste e maschiliste anche molto velate.

 PRECAUZIONI PER L’USO   The windowmaker deve essere somministrato solo se accompagnato da una massiccia dose di sarcasmo, umorismo e autoironia. Nelle pazienti prive di suddetti eccipienti si potranno manifestare sintomi acuti e gravi di un’estrema ribellione ai propri cari di sesso maschile, che verranno risolti con una dolorosa e infelice causa giudiziaria, a meno che tra le vostre/nostre conoscenze non si conteggino donne dalla portata d’animo di Amalia Kovach.

ISTRUZIONI NECESSARIE E CONSUETE PER UNA CORRETTA UTILIZZAZIONE  La somministrazione di questo libro deve essere lenta e riflessiva. Monitorare costantemente l’azione correttiva delle parole sul proprio organismo, affinché non sia la nostra rabbia emulatrice  delle somme azioni delle nostre eroine, per quanto dalla parte della ragione, ma sia la nostra ragione interpretativa e geniale a trovare soluzioni, a basso rischio legale, capaci di agire la propria emancipazione femminile.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE   Un capitolo al giorno accompagnato da accurata meditazione e valutazione delle proprie azioni, anche solo pensate, contro qualcosa o qualcuno.

EFFETTI INDESIDERATI   The windowmaker determina un’aumentata escrezione di collera, ira, irritazione e rancore anche per il più piccolo sopruso compiuto dal sesso maschile nelle vostre/nostre disgraziate o fortunate vite continuamente mediate o lottate nella quotidianità con l’altro sesso.

 AVVERTENZE SPECIALI   La prima edizione di La fabbricante di vedove, in italiano, risale al 1979: per leggere questo piccolo quadro impudente, che, come avrete capito, racconta di un rimedio alquanto originale per risolvere l’emancipazione femminile, bisognerà cercare nei meandri di tutti i mercatini dell’usato per scovarlo. Questa è una visione un po’ romantica della lettura che ne vorrei dare, ma potrete più semplicemente trovarlo navigando con i più moderni mezzi tecnologici.

 CONSIGLIO UTILE   Quando gli uomini sono tornati dalla guerra, volevano riprendere il comando. Ma le donne se l’erano cavata molto meglio da sole. Avevano fatto un sacco di denaro. Nessuno moriva più di fame.  Accompagnare la somministrazione di questo agitato scompiglio sociale di genere con Pafuera Telaranas, Bebe.

 

 

 

 

 

 

 


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