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Elena Ferrante, parole moleste, oscure e geniali.

Quale scrittrice migliore per combattere la noia del nostro utopistico posto fisso? Elena Ferrante e BuGiArNiNa non ne contempla altr*.
Ma chi è Elena Ferrante? Di lei si sa che è napoletana, ha vissuto per molto tempo all’estero e ha scritto romanzi come L’amore molesto, I Giorni dell’Abbandono, La figlia Oscura, L’amica Geniale. Lei non ha volto, ma solo parole, parole che ti avvelenano gradevolmente la mente. Le sue parole sono veleni benevoli, pericolosamente delicati che si impadroniscono del tuo pensiero, come un vizio tenace ti percuotono desiderandone ogni giorno di più fino a confondere piacere e dolore.
Il piacere di leggere storie di ordinaria femminilità, il piacere di scoprire che Delia, Olga, Leda e Lenù, le protagoniste dei quattro romanzi, confessano le proprie inquietudini e le proprie sicurezze con leale imperfezione. Elena Ferrante restituisce, attraverso la voce delle quattro donne, immaginari e desideri scomodi per una ordinaria vita femminile, verità sgradite ed imbarazzanti da attribuire ad una donna, magari madre, magari figlia e magari adolescente.
Il dolore, invece, di leggere la sottile linea viola che lega le quattro storie e di essere te stessa intrappolata nelle loro vite, capendone i loro abissi, le loro perturbazioni intime e gli squilibri irrazionali ma veri. La cupa solitudine di riconoscere nelle parole della Ferrante le tue cupidigie e le tue fantasie innominabile davanti alle aspettative della ipocrita cultura sociale in cui una donna vive.  L’abbandono intellettuale di nominare anche quelle concupiscenze moleste, oscure o geniali.
In L’Amore Molesto Delia figlia ricostruisce la misteriosa morte della madre, cercando di capire perché la madre l’aveva lasciata ancora bambina nel mondo a giocare da sola con le parole della menzogna, senza misura, senza verità.
Ne I Giorni dell’Abbandono Olga moglie reimpara il passo tranquillo di chi crede di sapere dove sta andando e perché dopo l’abbandono del marito, inoltrandosi nel  complicato schiumoso miscuglio della relazione in coppia.
Ne La Figlia Oscura Leda madre indaga il rapporto madre-figlia nel suo significato più profondo che comprende il rifiuto del legame materno anche per seguire onestamente le ambizioni di una donna non solo madre: lato oscuro di un ruolo troppo spesso affidato alle ragioni fantasiose della natura.
Ne L’Amica Geniale (avviso i/le pazienti che questo romanzo è il primo di una trilogia non ancora pubblicata) Lenù adolescente racconta con spudorato turbamento e godimento la propria storia, quella di un’estranea resa infelice dalla propria estraneità, ripercorrendo attraverso i ricordi della sua amicizia con Lila la propria infanzia e adolescenza.
Il piacere e il dolore di osare in impulsi viscerali, nominarli e abitarli.
Di Elena Ferrante, pseudonimo di una scrittrice di cui sappiamo poco o niente se non dai suoi romanzi e dal suo saggio, La Frantumaglia, nel quale racconta l’esperienza di scrittrice, sappiamo poco o nulla. Navigando qua e là sul web troverete tante congetture sulla sua vera identità. Credo che dare un volto all’autrice di tali romanzi non sia necessario. Trovo inutile la smaniosa rincorsa a mettere insieme indizi e fatti per risolvere quello che viene chiamato il mistero della Ferrante. Dopo avere letto almeno uno dei quattro romanzi prescritti, capirete che sarete soddisfatti dalla sola lettura di Elena Ferrante, la vostra mente sarà appagata dalla sua narrazione  e non vi chiederete più chi è colei che scrive. Vi basterà la linea viola: donne rivoluzionarie che rompono la tradizione delle loro madri, avanzano i loro desideri più reconditi, rompono con gli affetti più profondi e appagano le aspirazioni più nascoste, ma reali.
CATEGORIA LIBRESCA: L’infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all’imperfetto. (L’Amore Molesto)
INDICAZIONE TERAPEUTICA: Allora fu solo una tumultuosa sensazione di sconvenienza necessaria, una condizione in cui non si può girare lo sguardo dall’altra parte, non si può allontanare la mano senza riconoscere il proprio turbamento, senza dichiararlo proprio ritraendosi, senza quindi entrare in conflitto con l’imperturbata innocenza di chi ti sta turbando, senza esprimere proprio col rifiuto la violenta emozione che ti sconvolge […]. (L’Amica Geniale). Chi necessita di assumere sconvenienze convenienti per la propria monotonia, quella passionale.
DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: un romanzo a settimana della Ferrante aiuterà a somministrare tale quantità sproporzionata di corrente istintiva ed emotiva cautamente, per non subire la nostra autentica fragilità apaticamente, ma con normale, sensibile e orgogliosa umoralità.
CONSIGLIO UTILE: […] la musica ha sempre un buon effetto, scioglie i nodi dei nervi stretti intorno alle emozioni. (I Giorni dell’Abbandono). Credo che la discografia completa di Suzanne Vega possa bastarvi per l’intero ciclo di somministrazione.

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